Prof. Luciano Mariti luciano.mariti@uniroma1.it  Ordinario 2010-2011 
Dip. di Storia dell'arte e dello spettacolo 
Corso di studi in Arti e scienze dello spettacolo 
Ricevimento:  martedì ore 12.00
Avvisi:  
Moduli 2010/2011:
Drammaturgia. Storia e tecniche   I   LT  
Drammaturgia. Storia e tecniche   I A   LT  
Tecniche di scrittura e regia   -   LM  

Elenco unificato dei moduli:
2009/2010 - 2010/2011
Curriculum:

Professore ordinario di Discipline dello spettacolo, dal 2007 al 2010 è stato Direttore del Dipartimento di arti e scienze dello Spettacolo nella Facoltà di Scienze Umanistiche de “La Sapienza. Dal 2000 al 2006 è stato Presidente del Corso di studi in Arti e Scienze dello Spettacolo. Dal 1994 fa parte del consiglio direttivo del Centro Teatro Ateneo della “Sapienza”. Ha iniziato la sua attività scientifica in dialettico connubio con la professione di attore-drammaturgo, svolta nel teatro d’avanguardia, e di sceneggiatore per le Televisioni svizzera e italiana (fra l’altro, ha scritto per la RAI nel 1984 il film Nivasio Dolcimare - immaginaria autobiografia di A. Savinio - introdotto da Leonardo Sciascia). Gli studi hanno avuto per oggetto aspetti vari del teatro seicentesco: la recitazione Esercizio d'attore nel Seicento: Giovanni Briccio & C., in Studi in onore di Giovanni Macchia, Mondadori, 1983), le strutture ritmiche del testo drammatico, le prime forme di "specializzazione teatrale" della produzione editoriale (Una stamperia, certi autori e il pubblico, 1976 e Il teatro in forma di libro, 1996), il rapporto fra la tradizione storica del dilettantismo e l’istituzionalizzazione del teatro (Alle origini del teatro moderno: la Commedia dell'Arte, Bulzoni 1981, curatela), il carnevale nella Tuscia farnesiana (Il paese di carnevale, Spada 1983), la commedia con maschere e dialetti (Commedia ridicolosa. Comici di professione, dilettanti, editoria teatrale nel Seicento, Bulzoni 1978 ). Altre esplorazioni riguardano il teatro fra Sette e Ottocento: oltre a saggi sull’iconografia attorica e sull’idea di teatro nella Repubblica Romana (La pubblica utilità del teatro. Dall'idea illuminista alla realtà della Repubblica Romana, 1989), ha scritto sulla trattatistica della recitazione in Europa mettendone a confronto i presupposti teorici con i paradigmi epistemologici delle scienze dell’uomo (vd. lo studio Tra scienza dell'uomo e scienza dell'attore premesso a J. J. Engel, Lettere sulla mimica, Editori & Associati 1993 e 1995 edizione tedesca; e il saggio Energia e ritmo. La scrittura di  Alfieri e l'arte della recitazione, 1998). Si è interessato anche del teatro contemporaneo con studi sulla gestione informatica del patrimonio teatrale (Conservazione e ricerca teatrale nel progetto di una cittadella internazionale di alte tecnologie, in Il patrimonio teatrale come bene culturale, Bulzoni, 1992) sul teatro di Pasolini (Pasolini: il corpo, l'attore, il dramma, in Lezioni su Pasolini, Sestante, 1997), sul teatro italiano degli anni Sessanta (Verso il Sessantotto. La condizione dell’attore e il teatro che si cerca altrove, in Italia’60: attori sulle barricate!, Casa dei Teatri, 2005). E, in questo ambito di studi, ha offerto contributi alla memoria visiva del teatro (partecipazione all’edizione del film Il principe costante di J. Grotowski). Altri studi riguardano il teatro barocco (Valore epistemologico e coscienza del teatro in età barocca, in I capricci di Proteo. Percorsi e linguaggi del Barocco, Salerno Editrice 2002), la Commedia dell’Arte (Teatri di follia amorosa. L’Orlando furioso negli scenari della Commedia dell’arte, in Eroi della poesia epica nel Cinque–Seicento, Edizioni Torre d’avorio 2004), la drammaturgia seicentesca (La radice quadrata di un capolavoro: riflessioni sul Don Giovanni dei teatri, in “Teatro e Storia”, n. 27, 2006). Al riguardo il volume più significativo (scritto in collaborazione con S. Carandini) è Don Giovanni  o l’estrema avventura del teatro. Il nuovo risarcito Convitato di pietra di Giovan Battista Andreini, Bulzoni 2003. Più recentemente è tornato ad occuparsi di editoria teatrale con i saggi: Les stratégies éditoriales, en Italie et en France, de Giovan Battista Andreini, comico dell'arte (in Le Parnasse du Théâtre. Les recueils d’oeuvre complètes de théâtreau XVIIe siècle, a cura di G. Forestier, E. Caldicott e C. Bourqui, Paris, PUPS, 2007), e Libro e scena nel Seicento napoletano, in “Filologia e Critica”, 2010. Contemporaneamente ha proseguito gli studi sul rapporto fra scienza del teatro e scienze dell’uomo: Appunti tra scienza e teatro, in Forme del sentire performativo, “Biblioteca teatrale”, n.71-72, 2004;  Transiti tra Teatro e Scienza. Dalla mimesis tou biou al bios della mimesis, in Dialoghi tra Teatro e Neuroscienze, a c. G. Sofia, Ed. Alegre, 2009 ). A partire dal 1978, ha diretto numerosi programmi di ricerca fra cui: Il teatro e lo spettacolo italiano (CNR, organica continuazione del programma precedentemente diretto da Giovanni Macchia). Ha partecipato, nel 2005, al PRIN Cultura e memoria dell’attore italiano, dal comico dell’Arte al performer della post avanguardia:il dialogo con i saperi teatrali del globo. Ha partecipato a numerosi convegni e congressi nazionali e internazionali. E’ stato condirettore delle collane editoriali Il fondaco dei teatri  (Editori & Associati) e Progetto Gulliver  (Armando Editore). Ha scritto e  messo in scena opere drammatiche e adattamenti. Nel 2002 e nel 2004  gli è stato conferito da Gillo Pontecorvo il premio "Ettore Petrolini". Ha inoltre pubblicato studi e ricerche sulla storia e la cultura della Tuscia.