Strategia per la ricerca di un lavoro

Molto spesso il cammino da seguire dopo gli studi universitari non è semplice, né agevole. Per trovare un’occupazione  è utile sapere come cercarla, avere strumenti reali e fruibili con cui gestire il momento di transizione: dal “mondo dei saperi” al “mondo professionale”. Come iniziare un percorso di ricerca attiva del lavoro?
Di seguito alcuni aspetti non trascurabili:

a) Chiarezza della meta
Per poter iniziare la propria ricerca del lavoro il primo passo è l’identificazione dell’obiettivo professionale da raggiungere e delle risorse necessarie per raggiungere lo scopo.

b) Organizzazione rigorosa
Significa pianificare il vostro tempo, darvi scadenze ed obiettivi, tenere aggiornata ed ordinata l'agenda dei contatti, conservare le informazioni raccolte.

c) Strumenti di ricerca attiva
Per strumenti di ricerca attiva si intende l’insieme di documenti ed informazioni che contengono e sostengono la vostra candidatura: lettera di presentazione, curriculum vitae, rete delle relazioni, quotidiani, riviste specializzate, etc.

Il Curriculum Vitae è uno strumento essenziale per chi è alla ricerca di un lavoro. E’ il proprio biglietto da visita per farsi conoscere e presentare la propria candidatura.
Scrivere un Curriculum non è complesso, tuttavia impostare una comunicazione che valorizzi la propria storia e catturi le esigenze dell’interlocutore è altra cosa. La differenza è nella personalizzazione, che rende interessante il contenuto e lo fa emergere.

CHIAREZZA – PRECISIONE – SINTESI: sono i tre requisiti di un buon CV. Lo sforzo non deve essere quello di contenere in una o due pagine tutta la nostra esperienza, ma quello di selezionare le informazioni rispetto alla posizione per cui ci si propone di volta in volta.
La comunicazione deve essere personalizzata e mirata: non basta che una storia professionale sia ricca, deve essere percepita come pertinente.
La prima lettura dei CV è a “colpo d’occhio”, un brevissimo tempo/spazio per catturare l’attenzione di chi legge. Non si può scrivere un buon CV se non si conosce il proprio obiettivo lavorativo, se la propria azione è vaga e confusa e se la propria candidatura non è mirata.


La scelta della professione
Non si possono attuare azioni di ricerca del lavoro efficaci se prima non si comprende qual è il settore e il tipo di occupazione che interessa e perché.

Potrebbe essere utile porsi queste domande:
-In cosa consiste il lavoro? Quali sono i compiti/le attività da svolgere?
-Dove si svolge il lavoro?
-Quali sono gli orari e i ritmi di lavoro?
-Che livello di autonomia e/o di responsabilità prevede questo tipo di lavoro?
-In quale tipologia di impresa si inquadra questa attività lavorativa?
-Perché sono interessato a questo lavoro, cosa mi piace?
-Quali sono, invece, gli aspetti critici?
-Qual è il livello minimo di formazione necessario per svolgere questo lavoro?
-Quali sono le competenze necessarie per poter svolgere questo mestiere? Occorrono anche dei requisiti indispensabili?
-E’facile intraprendere questa professione?
-Quale è la richiesta di questo profilo nel mercato del lavoro?
-Quali sono le possibilità di progredire, di fare carriera

Spesso si ritiene di conoscere una professione, ma in realtà non è così. Per definire correttamente un ambito occupazionale non bisogna limitarsi allo scopo generico dell’attività da svolgere, ma se ne devono comprendere i compiti, il contesto lavorativo, le aree di responsabilità.
Consigliamo di:
-Incuriosirsi sulle prospettive che offre il percorso di studi, indagandole;
-Consultare le schede predisposte da Isfol e scaricabili: www.isfol.it/orientaonline.it
-Navigare sul web: Sitografia per la ricerca del lavoro
-Ricorrere ai docenti, che spesso sono anche professionisti, per “cogliere” il mercato;
-Leggere la stampa specialistica;
-Considerare i testi pubblicati da Il Sole 24 ORE, Etas, Sperling, Franco Angeli e Hoepli dedicati proprio a  chi desidera orientarsi.



Il Ruolo della Motivazione nella ricerca attiva del lavoro
La ricerca del lavoro, le prime esperienze professionali, le attese e le speranze sul futuro rendono questa particolare fase della vita carica di ansie e di aspettative. Per affrontare questo determinante percorso è necessario sfruttare le nostre capacità al meglio e vincere debolezze e paure. La prima domanda che ci poniamo è dunque: Cosa fare? La spinta che alimenta la nostra ricerca è la  motivazione, la quale guida e stimola l’individuo a raggiungere un obiettivo con impegno ed energia. Se è vero che è molto difficile ottenere il “lavoro dei sogni”, è però possibile riflettere sulla nostra scelta universitaria e lavorativa. Proviamo a vedere il bicchiere mezzo pieno anziché mezzo vuoto: talvolta è fondamentale un cambio di prospettiva.
Acquisiamo consapevolezza delle nostre conoscenze e scelte, la motivazione appartiene all’individuo, e proprio perché è una risorsa personale, permette di raggiungere il traguardo nonostante le difficoltà. La motivazione è inoltre una bussola nelle scelte lavorative, nelle esperienze da fare; diventiamo selettivi, stabiliamo degli obiettivi. Smettiamo di considerare che le opportunità derivano dalla buona sorte e potenziamo noi stessi, puntiamo alle nostre abilità, per esempio si potrebbe investire tempo e risorse per migliorare la conoscenza dell’inglese, per fare un viaggio-studio all’estero, per seguire un corso di formazione, miglioriamo la conoscenza del personal computer, informiamoci su come si scrive un curriculum vitae e una lettera di presentazione. Autostima, identità, motivazione, fiducia sono parole ripetute più volte fino ad ora. L'autostima è la risposta che una persona dà alla domanda «cosa penso di me?». Ricordiamo che un esaminatore non sceglierà di far lavorare nel proprio team un individuo con le idee confuse, con scarsa autostima, con una formazione mediocre, con una abilità comunicativa scarsa. Se un colloquio avrà esito negativo interroghiamoci sulle nostre responsabilità: forse qualcosa nella nostra presentazione non ha funzionato. Diventiamo consapevoli di noi stessi per rendere anche gli altri partecipi di quel quid che ci caratterizza e che fa la differenza tra noi e gli altri, la bravura, la professionalità, l’originalità e la creatività, la precisione, l’abilità strategica, il carisma, la determinazione etc., sta a noi trovare la chiave per permettere a quel fattore di venire alla luce e di diventare determinante.


 

 




 

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